Lasciamo la penisola di Snaefell per chiudere il cerchio e raggiungere la capitale.
Sono circa 2 ore di strada, ma decidiamo di allungare per concederci un'altra grande esperienza: la visita di un tunnel di lava. Uno dei più grandi si trova nei pressi di Reykholt, una cittadina non lontana dal nostro percorso. Questo tunnel è chiamato "la cava", ed è anche il più agibile di tutta l'isola, in quanto è stata montata una pedana di legno all'interno ed alcune luci per ammirare le pareti.
Il tour dura circa un'ora e mezza, in cui si percorre circa 1 km ammirando gli strati di lava, stalattiti e stalagmiti.
Questi tunnel si sono formati durante grandi eruzioni con colate laviche dalla temperatura così alta da sciogliere la crosta terrestre e creare un tunnel sotterraneo, attraversato più e più volte da fiumi di lava che si è man mano stratificata.
Lasciamo la Cava e riprendiamo il percorso verso Reykjavik, dove arriviamo nel pomeriggio.
Piove, c'è traffico e la cittadina grigia non entusiasma, preferivamo sicuramente le lande desolate.
Ma non ci scoraggiamo, dopo una cena decente in un ristorantino locale e una bella dormita, ci aspetta una giornata in giro per la città. Il tempo è ancora grigio, ma non piove, decidiamo di recarci al porto per un'ultima bella esperienza: un giro in barca per ammirare gli uccelli locali che nidificano sugli isolotti appena fuori dal porto.
I più famosi sono i Puffin (le pulcinelle di mare), dei simpatici uccellini dal becco giallo e rosso.
Ovviamente è davvero difficile vederli molto da vicino e soprattutto fermi, ma è comunque una bella esperienza.
Rientriamo per completare il giro della città, vedere la famosa chiesa e le vie principali. Chiudiamo con un'ultima cena di pesce (buona ma di certo non paragonabile a quella di Isafjourdur).
Domani si torna a casa, dopo 17 giorni in giro tra lande desolate, cavalli e puledri, pecore di ogni colore e razza, distese di lava - spoglie o ricoperte da maschi e licheni, ghiacciai, iceberg e tante cascate, vulcani, gayser e piscine termali, balene e pulcinelle di mare, foche, anatre e cigni, strade sterrate che si perdono all'orizzonte, case isolate nel mezzo del nulla, fari arancioni di porti non più esistenti, canyon e orridi, e tanto altro ancora.
Grazie Islanda!