I Momoviaggi

mercoledì 23 agosto 2017

Momoiceland - verso la meta

Lasciamo la penisola di Snaefell per chiudere il cerchio e raggiungere la capitale.
Sono circa 2 ore di strada, ma decidiamo di allungare per concederci un'altra grande esperienza: la visita di un tunnel di lava. Uno dei più grandi si trova nei pressi di Reykholt, una cittadina non lontana dal nostro percorso. Questo tunnel è chiamato "la cava", ed è anche il più agibile di tutta l'isola, in quanto è stata montata una pedana di legno all'interno ed alcune luci per ammirare le pareti.
Il tour dura circa un'ora e mezza, in cui si percorre circa 1 km ammirando gli strati di lava, stalattiti e stalagmiti.
Questi tunnel si sono formati durante grandi eruzioni con colate laviche dalla temperatura così alta da sciogliere la crosta terrestre e creare un tunnel sotterraneo, attraversato più e più volte da fiumi di lava che si è man mano stratificata.
Lasciamo la Cava e riprendiamo il percorso verso Reykjavik, dove arriviamo nel pomeriggio.

Piove, c'è traffico e la cittadina grigia non entusiasma, preferivamo sicuramente le lande desolate.
Ma non ci scoraggiamo, dopo una cena decente in un ristorantino locale e una bella dormita, ci aspetta una giornata in giro per la città. Il tempo è ancora grigio, ma non piove, decidiamo di recarci al porto per un'ultima bella esperienza: un giro in barca per ammirare gli uccelli locali che nidificano sugli isolotti appena fuori dal porto.
I più famosi sono i Puffin (le pulcinelle di mare), dei simpatici uccellini dal becco giallo e rosso.
Ovviamente è davvero difficile vederli molto da vicino e soprattutto fermi, ma è comunque una bella esperienza.
Rientriamo per completare il giro della città, vedere la famosa chiesa e le vie principali. Chiudiamo con un'ultima cena di pesce (buona ma di certo non paragonabile a quella di Isafjourdur).

Domani si torna a casa, dopo 17 giorni in giro tra lande desolate, cavalli e puledri, pecore di ogni colore e razza, distese di lava - spoglie o ricoperte da maschi e licheni, ghiacciai, iceberg e tante cascate, vulcani, gayser e piscine termali, balene e pulcinelle di mare, foche, anatre e cigni, strade sterrate che si perdono all'orizzonte, case isolate nel mezzo del nulla, fari arancioni di porti non più esistenti, canyon e orridi, e tanto altro ancora.

Grazie Islanda!

giovedì 17 agosto 2017

Momoiceland - L'Ovest

Lasciamo la bella Isafjourdur ancora con il sole, sebbene qualche nuvola già faccia capolino all'orizzonte.
Percorriamo tutti i fiordi della penisola, scendendo verso Sud, su strade di montagna sterrate, con panorami e percorsi mozzafiato. Superiamo il villaggio di pescatori di Dingeyri, fino all'altra grande cittadina della penisola: Patriksfjordur e oltre, fino a giungere a pochi chilometri da Brjanslaekur, da dove parte il traghetto per la penisola di Snaefells.
Lungo il tragitto ci fermiamo a vedere un'altra grande cascata (non finiscono mai), quella di Dyjandi, con un effetto visivo davvero unico.
Ci fermiamo anche nei pressi di alcune sorgenti termali naturali, la cui acqua è poi convogliata in una piscina. Ci sono dei comodi spogliatoi e quindi decido di entrare in acqua. Il cielo è sgombro e il sole scalda abbastanza (12°).. Prima provo la piscina, piena di alghe, ma davvero piacevole... 38° circa, che compensano perfettamente il freddo esterno. Provo anche le piccole piscinette naturali, dalla temperatura nettamente più elevata che mi ha tenuto caldo per il resto della giornata.

Dopo questa bella esperienza,
dormiamo in una pensioncina adiacente al mare, isolata da tutto e tutti, a 12km dal primo ristorante e benzinaio e oltre 1 ora dal supermercato.
Questa zona è probabilmente la più isolata che abbiamo visitato. Ma è un paradiso di tranquillità.
Ripartiamo all'indomani molto presto per scendere verso la penisola di Snaefells. Abbiamo deciso di non prendere il traghetto (abbastanza caro - 50€ a persona) poiché il tempo risparmiato sarebbe di una sola ora.
Percorriamo invece in auto tutto il golfo che separa le due penisole, fino a giungere quasi alla punta della penisola di Snaefells, dominata dal ghiacciaio Snaefellsjakull e riserva naturale.
Ammiriamo le fantastiche formazioni laiche e alcuni uccelli prima di fermarci per la notte in un piccolo residence con cottage di legno.
Domani ci aspetta l'ultimo tratto, verso Reykjavik, per chiudere il cerchio

lunedì 14 agosto 2017

Momoiceland - Isafjourdur, la perla del Nord

Ci godiamo una giornata piena della piccola e bella Isafjourdur, con le sue aiuole colorate, la chiesa e il porto.
Al di là della montagna che sovrasta la città c'è un'altra piccola cittadella con il suo faro colorato, il villaggio di pescatori e un altopiano da cui si ammira il mare...che dall'altro lato nasconde la Groenlandia.
Si millanta che nei giorni senza foschia si arrivi a vederne la terra, ma è un evento del tutto raro. Infatti anche con i giorni più cristallini non sarebbe possibile arrivare a vedere cosi lontano. Per poter vedere le sponde della Groenlandia deve realizzarsi il cosiddetto "miraggio della Fata Morgana" (tanto noto nelle città di Reggio Calabria e Messina), per cui a causa della distorsione della luce si vede la Groenlandia ingrandita al punto tale da poterne vedere i contorni ad occhio nudo.
Dopo una mattinata interessante e soleggiata, approfittiamo del resto della giornata per rilassarci un po'.
Decido di provare la piscina locale, dove, con grande sorpresa, scopro che lavora una ragazza napoletana (il mondo è piccolo). Con 600 ISK (5.6€), si accede in piscina: nessun bisogno di cuffia, asciugamani forniti da loro, sauna e vasca idromassaggio! (i bambini non pagano)... Che spettacolo.

Non ci siamo poi fatti sfuggire il ristorante di pesce più famoso della città, del Nord, anzi forse di tutta Islanda: Tjoruhusid.
Questo casone rosso, situato alla fine del porto, a pochi passi dal mare, è frequentato da turisti e locali ed è sempre pieno.
Si inizia con la zuppa di pesce, ricca di scampi e merluzzo, accompagnata da pane e burro salato (la nuova panacea di Samuele... Ne ha fatto indigestione).
Arrivano poi pian piano 4,5,6 e più padellone di pesce, cucinato nei modi più svariati: baccalà con olive e pomodori secchi, nasello impanato al burro, merluzzo con salsa di funghi, frittelle di gola di merluzzo, etc, etc... Il tutto a buffet (facendo però i conti con la fila incalzante... Si qui per il buffet si fa la fila, non è chi arraffa arraffa), per circa 55€ a persona. Da tornarci assolutamente.

Il giorno seguente, ancora con il sole, che non ci abbandona, iniziamo la discesa verso Sud, costeggiando tutti i Fiordi dell'Ovest.

venerdì 11 agosto 2017

Momoiceland - I fiordi del nord

Lasciamo il nostro ostello di Siglufjordur diretti verso ovest per la nostra ultima parte di viaggio.
Scendendo lungo il Fiordo, ammiriamo le isole dove nidificano gli uccelli arlecchino (i puffins, simbolo dell'Islanda), visitiamo una remota chiesetta e passiamo del tempo con dei simpatici cavalli.
Prima di arrivare alla meta, andiamo a visitare un'altra imponente cascata all'interno di uno scenico canyon.
Arriviamo poi con calma a Laugarbakki, un minuscolo centro dove ci aspetta una confortevole casa tipica islandese.
Il giorno seguente è molto impegnativo per la guida; si sale lungo i fiordi del nord ovest fino alla splendida cittadina di Isafjordur. La città più a Nord dell'Islanda.
Per arrivarci sono 4 ore e mezza di auto, passando per dei favolosi fiordi.
Questa volta il tempo ci assiste; le nuvole alte e il sole ci permettono di godere del bellissimo panorama verdeggiante, della miriade di uccelli che pescano e anche di alcune foche spiaggiate su alcuni scogli.
Ci fermiamo varie volte per ammirare paesaggi incantevoli: lagune pittoresche, isole legate alla terraferma da una striscia di spiaggia, e sfumature di colori indimenticabili.
È d'obbligo anche una sosta ad una casetta tipica islandese, nel mezzo del nulla, dove la proprietaria prepara caraffe di caffè e waffel con marmellata e panna fatta in casa (servita con sifoni ghiacciati a tavola), che libidine!
Dopo una carica così, ci incamminiamo verso la meta, per l'ultima ora di auto, che ci porterà nel punto abitato più vicino alla Groenlandia... Ci separano solo circa 300 km.

giovedì 10 agosto 2017

Momoiceland - verso Nord

Lasciamo l'ostello nel nonnulla, in direzione lago Myvatn, per vedere ancora qualche piccola parte tralasciata nei giorni precedenti. In particolare, ci fermiamo ad ammirare i crateri vulcanici che costeggiano il lago.
A metà mattinata ci dirigiamo verso un'altra delle grandi cascate Islandesi (l'ultima che ci resta da vedere): Godafoss; un'imponente cascata di colore azzurro-verde intenso.
Un percorso a piedi ci porta fino alle rupi da dove impetuosamente si genera la cascata. Un vero spettacolo.
Un'altra ora di auto ci porta ad Akureyri, la capitale del Nord, che sorge nell'insenatura di un Fiordo. Unica grande città (si fa per dire) che abbiamo incrociato finora. Decidiamo di pranzare in un ristorante di pesce locale, che in realtà è un fish & chips... Insomma qui il pesce o lo mangi fritto o arrostito, e con pesce intendo merluzzo, nasello o simili.
Prendiamo un bel piatto di fish & chips, una zuppa di pesce e un ottimo purè con merluzzo.
Dopo una breve visita alla città andiamo diretti verso Seglufjordur, un piccolo paesello sul mare, sulla punta di un Fiordo. Sfortunatamente piove, quindi ne approfittiamo per riposare.

mercoledì 9 agosto 2017

Momoiceland - la luna e le balene

Lasciamo i Fiordi dell'est tornando sulla 1, diretti verso il centro nord, precisamente nella zona del lago Myvatn.
È la prima volta che lasciamo la costa e ci addentriamo nell'entroterra. I paesaggi desolati e vulcanici qui sono ancora più intensi. I branchi di pecore e cavalli visibili lungo la strada sono sempre più rari, fino a scomparire quando ci avviciniamo a Grimstadir, un luogo dove non c'è nulla a parte 3 casupole appartenenti alla famiglia che gestisce l'ostello dove alloggeremo per 2 notti.
Mi chiedo come facciano a vivere nel nonnulla totale, con il primo centro abitato a oltre mezz'ora di strada.
Posiamo i bagagli e subito ci rimettiamo in auto per andare a visitare Dettifoss, la cascata più alta d'Europa.
Si trova a soli 20km dal nostro ostello, percorrendo una strada sterrata e sabbiosa. Decidiamo di allungare leggermente per andare a prendere invece la strada asfaltata che si trova a pochi chilometri, sempre sulla 1.
Dettifoss è una cascata eccezionale, che emana potenza. Il fatto che si trovi nel nulla assoluto la rende ancora più intrigante. Un percorso a piedi ci porta attorno alla cascata e poi sul retro, dove si cela una sorpresa inaspettata. Il fiume che crea Dettifoss ha generato anche una serie di cascate meravigliose qualche metro più indietro. Queste cascate prendono il nome di Selfoss (omonimo della città del Sud, visitata nei primi giorni della vacanza).
Lasciamo Dettifoss e ci dirigiamo verso il lago Myvatn, costeggiando sempre questo paesaggio vulcanico lunare.
A pochi km dal lago incrociamo una zona ricca di zolfo e geyser... Una solfatara gigante per capirci. Ci fermiamo per qualche foto prima di scavallare le colline sulfuree e arrivare al lago, tempestato di isolotti verdi e con percorsi a piedi molto interessanti. Facciamo un giro veloce prima di ritirarci nel nostro ostello nel nulla.
Il giorno seguente, ci svegliamo presto per andare ad Husavik, sulla costa nord, ad un'ora e un quarto dal nostro ostello.
Alle 10 inizia la nostra gita in barca per andare ad ammirare le balene. Husavik infatti è la capitale mondiale per avvistamenti di balene, che si spingono un questa baia da aprile ad agosto per trovare cibo nell'attesa dell'inverno (quando affronteranno il lungo viaggio verso i Caraibi o altri luoghi più caldi).
La giornata è nuvolosa ma non piovosa fortunatamente. Dopo aver indossato i soliti tutoni pesanti, la barca lascia il molo verso l'oceano aperto, per 3 ore di "caccia" alle balene. Riusciamo a vedere una megattera e poi un'altra specie famosa (di cui non ricordo il nome), molto da vicino.
Torniamo sulla terra ferma e ci scaldiamo con un'abbondante porzione di fish&chips.
Nel pomeriggio andiamo a visitare Asbyrgi, un canyon enorme situato alle spalle di Dettifoss e raggiungibile facilmente da Husavik.
Poi rientriamo alla base; domani si riparte verso il Nord