I Momoviaggi

martedì 9 agosto 2016

MomoMexico - Tulum e dintorni

Sono passati 4 giorni dal nostro arrivo nella tranquilla Tulum e il mare non ci ha ancora concesso misericordia. Il tempo si, sono ormai due giorni che il sole si mostra in tutta la sua potenza, il vento è diminuito ad una brezza leggera che rende possibile la nostra permanenza in spiaggia.  Probabilmente anche il mare si è un po calmato, ma è diventato anche più sporco (di alghe si intende, per il resto è di una limpidezza unica). Abbiamo accennato un bagno di pochi minuti ma la sensazione è lontana da quella provata nelle splendide acque caraibiche di San Andres. Approfittiamo della situazione sfavorevole per esplorare i dintorni di Tulum...
Domenica mattina Samuele ci ha graziato con una sveglia tardiva, le 8 (grande conquista non ripetuta nei giorni successivi).
Andiamo in spiaggia per goderci il primo vero giorno di pieno sole. Alle 10 è già impossibile stare senza fare il bagno, decidiamo quindi di rinfrescarci nella piccola piscina dell'hotel dove anche Sasu può nuotare e rinfrescarsi un po'.
Nel primo pomeriggio, dopo un pranzo leggero, partiamo per il Gran Cenote, uno dei cenote più famosi della zona. 
[nota: i cenote sono fenomeni carsici tipici della penisola Yucateca, in pratica si tratta di grotte e avvallamenti in cui è rimasta sedimentata l'acqua durante il periodo di emersione della penisola dall`oceano. Di cenote ce ne sono a centinaia sparsi lungo tutta la penisola, alcuni sono davvero piccole pozze, altri invece veri e propri laghi sottomarini, con stalattiti e stalagmiti sparse, dove ovviamente l'acqua resta sempre molto fredda e senza correnti. Sono popolati da pesci di vario genere e tartarughe].
Il Gran Cenote dista solo una decina di km dal nostro albergo, ma tra una cosa è l'altra riusciamo ad essere all'entrata solo per le 16. Scopriamo che il Cenote chiude alle 17 (come il 90% delle attrazioni qui).  Non sappiamo bene di cosa si tratti e quindi decidiamo di provare comunque. L'ingresso è di circa € a persona, si entra in un bellissimo giardino con aree da picnic e una bella pineta all'ombra. Da qui, dopo aver fatto la doccia, si scende tramite delle grosse scale in legno, nella cava carsica del cenote.  Questo cenote in particolare è perfetto anche per bambini e famiglie poiché è una cava a cielo aperto, con solo un paio di grotte. Scendiamo tutti e tre. Cri con Samuele nel maesupio si siede su una panchina costruita sulla passerella di legno da cui partono due scale a pioli di legno che scendono nella profondità del Cenote.
L'Acqua è trasparente, sembra molto bassa, ma dai tuffi che fanno alcuni ragazzi capisco che è solo un'impressione. Inforco la maschera e scendo con la scaletta nell'acqua gelida. Una volta dentro mi rendo conto che è piacevolissima, soprattutto in un giorno così caldo. Sott'acqua è uno spettacolo, ci sono pesciolini, stalagmiti fondali rocciosi e in lontananza, in una parte protetta, alcune tartarughe. Fuori dall'acqua tanti uccellini che si appoggiano alle stalattiti che frastagliano la grotta. C'è una corda con delle boe, per chi non si sente a suo agio nell'acqua alta, che arriva fin dentro la caverna buia. Decido di entrare, si vede molto poco, sott'acqua nulla, arrivo quasi alla fine della caverna e voltandomi scopro la meraviglia, la luce della parte aperta che filtra nell'acqua crea dei colori azzurri meravigliosi.  Anche Cri, con non poca insicurezza, ha provato l'ebrezza del Cenote, e confermiamo essere una magnifica esperienza. Alle 5 torniamo a casa, ci ripuliamo e prepariamo per la messa e la cena.
Per cena scegliamo un altro posto tipico, questa volta di carne, sempre sulla stessa unica strada: El mariachi Loco.  Devo dire che mi aspettavo di più dalla cucina messicana, i sapori per ora sono stati sempre gli stessi, abbastanza piatti, tranne qualche delizia in particolare, come il famoso taco loco mangiato a Playa. Rientriamo sazi ma non totalmente soddisfatti.
Iniziamo la seconda settimana, è lunedì e l'albergo è semi vuoto causa ricambi.  Passiamo la mattina nuovamente tra mare e piscina e nel pomeriggi andiamo a vedere le famose rovine di Tulum (che in Maya vuol dire appunto muraglia). Questo è uno degli ultimi avamposti Maya, che gli spagnoli trovarono ancora operativi al 100%.
Parcheggiamo l'auto (con un prezzo di 5€ per nulla giustificato) e ci dirigiamo all'entrata che dista circa 800 mt dal parcheggio. Anche qui siamo arrivati tardi, sono le 4 del pomeriggio e alle 5 chiude tutto...  Pazienza, camminiamo a gran leva ed entriamo nel sito seguendo le indicazioni della nostra lonely Planet. Il sito non è enorme ma veramente ben tenuto, con prati verdi rigogliosi e manutenuti su cui si stagliano questi edifici Maya, o meglio quello che ne resta. L'attrazione più grande è la fortezza che sta a picco sul mare. Sotto ci sono delle calette meravigliose, dove si può arrivare con delle larghe scale di legno e passarci tutta la giornata. Il mare è di un colore strepitoso, verde giada e turchese...  Ne vale davvero la pena. Lasciamo le rovine, riprendiamo l'auto e andiamo sulla spiaggia libera che dista pochi km dalle rovine.  Una spiaggia immensa, che ci ricorda l'atmosfera festosa di Playa. Facciamo un bel po' di foto, prima di rientrare. La cena per questa volta è in albergo per un po di relax.

Nota: Purtroppo le foto sono state scattate tutte con la reflex e quindi saranno caricate in un secondo momento

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