I Momoviaggi

domenica 7 agosto 2016

MomoMexico - Akumal e arrivo a Tulum

Dopo un'altra sveglia all'alba siamo pronti a dirigerci a sud, verso Tulum, seconda tappa del nostro viaggio.
Dopo la solita colazione ricca, carichiamo le valige sulla nostra fantastica (si fa per dire) Dodge degli anni 90 e in pochi minuti ci immettiamo sulla carrettera Cancun-tulum ai soliti 80 km/h intervallati dalle brusche frenare per evitare i famosi dossi (tope in messicano) che tempestato la strada. Ci vuole circa 1 ora per raggiungere Tulum. A metà strada però si trova la famosa località di Akumal, una delle spiagge più belle della costa, che ospita ogni anno centinaia di tartarughe che scelgono questi fondali bassi e caldi per deporre le loro uova. Akumal è anche una delle aree che per prima ha visto nascere i resort di lusso della costiera.
Decidiamo di fermarci, nonostante la giornata sia sempre ventosa (causa il famoso uragano Earl la cui scia ci sta accompagnando ormai da giorni).
Svoltiamo per Playa Akumal e dopo qualche centinaio di metri di strada dissestata, raggiungiamo il parcheggio a pagamento (20 pesos all'ora.. 1€..). L'entrata alla spiaggia è come sempre libera, ma bisogna passare nel Diving center, per alcune indicazioni. Con la solita calorosa accoglienza, un ragazzotto messicano ci spiega che possiamo metterci ovunque sulla spiaggia e camminare fino a 15 - 20 metri nell'acqua poiché i fondali sono molto bassi. Unica precauzione, non camminare sulle aree blu scuro visibili in acqua, perché li ci sono i nidi delle tartarughe che potremmo rompere. Per precauzione si può noleggiare un giubbotto galleggiante in modo da non toccare con i piedi.
Ci allontaniamo dall'ingresso, spostandoci sotto alcune palme per un po di ombra, sebbene i nuvoloni che coprono il sole ci ricordano che non ce n'è bisogno...
Il mare è increspato dal forte vento, eppure la spiaggia è stupenda. Mi immagino cosa possa essere quando non c'è vento... Uno spettacolo.
Mi tuffo con la maschera, dato che è una delle spiagge più famose per snorkeling e immersioni..  Purtroppo le increspature del mare alzano tanta sabbia togliendo la tipica limpidezza dei fondali. Si vede qualche tartaruga qua e là ma nulla di più.
Mangiamo qualcosina al ristorante di uno degli alberghi sulla spiaggia prima di proseguire per Tulum, dove arriviamo per le 15.
Tulum pueblo è una piccola cittadina, in realtà è una strada che per qualche chilometro vede negozi case e ristorantini ambo i lati.  Non c'è molto di più. Dietro questa strada si sviluppano le rovine di tulum, uno degli ultimi capolavori Maya.  Andando verso la costa invece c'è la zona Hoteliera, dove si sviluppano tutti gli alberghi e resort, tra cui il nostro.
Qui i resort sono tutti più o meno uguali, fatti di piccole casette sparse a pochi metri dalla spiaggia, le cosiddette cabanas, e un ristorante.
La nostra cabana è vista mare parziale, un po' più sulle retrovie, ma è molto spaziosa. Ci sistemiamo e andiamo subito in spiaggia.  Qui non ci sono ombrelloni, l'ombra è data dalle palme che costeggiano tutta la spiaggia; il mare è di un colore verde smeraldo, purtroppo molto mosso poiché si tratta di mare aperto e c'è sempre il solito vento che ci rincorre come la nuvola di fantozzi. La sabbia è bianca e finissima e Samuele ci si trova molto a suo agio e decide di inpanarsi per bene come una cotoletta.
Al rientro in camera scopriamo che il telecomando dell'aria condizionata non funziona e che non arriva acqua calda. .  Nessun problema ci spostano di cabana, facendoci un upgrade gratuito ad una cabana superiore, praticamente in riva al mare!
Ci risvegliamo all'alba, grazie alla nostra piccola sveglia umana. Purtroppo il tempo è davvero brutto, decidiamo comunque di andare in spiaggia perché fa molto caldo ed è piacevole. Nel pomeriggio, andiamo al super a fare un po' di provviste dato che qui al resort i prezzi sono più che europei.. E ci godiamo un pomeriggio di mare con un bel sole fino al tramonto.
Per cena decidiamo di andare in città, poche il ristorante interno è mediocre oltre che caro. Scegliamo “El camellio“, un ristorantino locale di pesce famoso per il chevice (pesce crudo marinato in limone e altre spezie) e pesce in generale.
Il locale è spartano, con delle saracinesche alzate e tanti tavolini pieni di gente (ottima cosa).
I prezzi ovviamente sono la metà della metà rispetto alla zona Hoteliera, ma la cosa sconvolgente sono le porzioni...  Ordino un chevice "medio" e una brocheta de Camarones (spiedini di gamberoni) , mentre Cri prende un polpo alla Mexicana.
Prima però ci portano il solito antipastino gratuito: un piattone di nachos, quelle vere che sanno di mais, dure, probabilmente al forno, non sembrano fritte, accompagnate da una ciotolina di pesce al sugo molto gustosa.
Quando arrivano i piatti mi rendo conto che il chevice andava preso piccolo e non medio...  Un piattone con pesce a montagna: gamberi, pesce bianco, polpo, lumache di mare, tutto crudo condito con cipolla, pomodoro a pezzi e lime...  Molto buono, anche se devo dire che il chevice condito alla Peruviana che avevo mangiato a Lima era un altro livello.
Gli spiedini di gamberoni, giganti e saporitissimi.. Insomma per 30 euro abbiamo mangiato per 4.. Menomale che avevamo saltato il pranzo :)

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